Avevo da poco aspirato fumo di una Chesterfield rossa agonizzante. La maggior parte era finito diritto nelle narici. Ho portato la sigaretta fuori dalla mia bocca e ho iniziato a tossire.
Tu mi guardavi con occhi perplessi che ancora, pensandoci, non riesco bene a decifrare. Ti trovavi in bilico tra la soddisfazione e il dispiacere. Mi invitavi alla sfida con quel sorriso che si prolungava sulla guancia destra e io non ho esitato un altro istante.
"Non ho paura, lo sai. E sai anche perché voglio farlo. Accendine un'altra".
La mia mano ti ha strappato la cicca dalla bocca, l'ha portata alla mia e, mentre ti baciavo indirettamente, ho risucchiato una buona quantità di tabacco essiccato. Diminuiva, tra le mie dita, il volume del cilindro cartaceo. Altro fumo ha iniziato a uscire piano, inondando l'aria circostante e svanendo nel nulla. Questa volta non ho tossito e tu mi hai attratta a te reggendomi il collo e baciandomi con forza, preso dall'eccitazione temporanea.
Per due minuti non mi hai permesso di staccarmi da quel bacio e le nostre lingue ballavano un tango senza tregua.
"Non voglio che sia io la causa di tutto questo. Se mi sono dimostrato ostile alla tua idea è perché non volevo sentirmi in colpa". Avevi il capo chino e gli occhi frustrati.
"Non è colpa tua lo sai e sai anche quanto io sia una persona razionale; ma quando ti vedo accendere una sigaretta e ti sento pian piano calmarti, non riesco a far altro che provare invidia. Non credo di riuscire a sopportare un altro anno con quest'ansia perenne che mi perseguita. Non voglio ricorrere sempre al Lexotan e vedere mia madre che, parlandomi con voce dolce, mi passa montagne di fazzoletti. Voglio affacciarmi al balcone e ritrovarmi sola con una sigaretta in mano e sentire l'agitazione che mi devasta e mi corrode, salire in aria e svanire come il fumo della cicca che si consuma".
Mi hai abbracciata e alitando sul tuo orecchio ti ho detto: "voglio fare l'amore con te e sussurrarti Ti amo, mentre insieme fumiamo".
Mi hai spostato i capelli su di un lato, scoprendomi il bianco collo, baciandolo, baciandomi, mentre nella via parallela alla nostra la banda rallegrava l'aria di una Brindisi in festa.
ti ho immaginato.vi ho immaginato. sai come far fare i tuffi al cuore.
RispondiEliminaquando vorrai,in quest'inverno dai nervi tesi, ti verrò a prendere e andremo a piangere e ad urlare in periferia.quando il cielo alle 19.00 sarà già scuro noi ci illumineremo con il rosso delle nostre sigarette.